Templum Dianae – 13 Agosto

La classe contadina italiana al giorno d’oggi (sul finire del 1800) non identifica le streghe con le vecchie megere inglesi e tedesche dedite al culto del demonio (secondo la chiesa).

La loro guida non è il diavolo, bensì una bellissima e leggiadra Dama di nome Diana.

La presenza nel periodo medievale della cosiddetta Compagnia di Diana rappresenta un probabile residuo di un antico culto della fecondità che riecheggiava riti ancestrali praticati nel Tempio di Diana in quel di Ariccia e quindi a Roma, sull’Aventino. Un culto noto forse fin dalla preistoria.

Il giorno della Festa di Diana, alle Idi di Agosto (13 agosto), le donne si recavano nel bosco in processione, con torce, per dimostrare alla Dea la loro riconoscenza…

La Streghe sarebbero quindi le Sacerdotesse di questa antica Divinità: Diana, Regina delle Streghe, che le gratifica di straordinari poteri…

La stregoneria è conosciuta presso i suoi adepti con il nome di “la Vecchia Religione”, di cui Diana è la Dea e sua figlia Aradia il “Messia” al femminile.

Quand’ero giovane come te, anche a me i preti insegnarono a venerare un Dio invisibile.

Ma una vecchia con la quale ero in grande confidenza, una volta mi disse:

Perché seguire una divinità che tu non puoi vedere, quando esiste la Luna, visibile in tutto il suo splendore?

Credi in lei. Invoca Diana, la Dea della Luna, ed essa esaudirà le tue preghiere.

Questo dovrai fare, in obbedienza al Vangelo di Diana, che è la Regina delle Fate e della Luna.

Tratto dagli scritti di C.G. Leland, raccolti tra il 1886 e il 1892 mentre si trovava in Italia per apprendere i segreti della stregoneria italiana.

Chi desiderasse compiere il Rito del Templum Dianae – il 13 agosto – può trovarlo descritto nel libro Il Vangelo di Diana, oppure nel Grimorio di Aradia: Insegnamenti Riti e Incantesimi della Vecchia Religione (che contiene anche una versione speciale e modificata del suddetto libro).

Scritto da Dragon Rouge © Societas Dianae

Questo articolo può essere linkato e rebloggato, ma non copiato.

Il cammino segreto delle streghe

Nella prima edizione (2013) del Vangelo di Diana avevo accennato ad un Cammino Segreto, legato alla Societas Dianae, che tuttavia non è più accessibile in quel modo, avendo esaurito le chiavi di accesso previste, che sono state tutte consegnate già da anni ormai.

Lo scopo di questo Cammino era quello di trasformare chi lo avesse percorso in una Strega (o uno Stregone) REALE, dunque in una persona effettivamente dotata di Poteri occulti – che nell’opinione comune verrebbero senz’altro definiti come “soprannaturali” – che sarebbero stati sviluppati, testati e verificati passo dopo passo durante il percorso di ascesa spirituale.

Verso la fine del 2015 il Cammino è stato di nuovo reso accessibile attraverso i contenuti che si trovano racchiusi nel Grimorio di Aradia: Insegnamenti Riti e Incantesimi della Vecchia Religione.

Questi nuovi scritti (e pratiche) non riguardano quanto scrissi a suo tempo nella Trilogia sulla Vecchia Religione, MA fanno riferimento solo ed unicamente alla Vecchia Religione fondata da Aradia nel XIV secolo, basata sul Culto di Diana.

Il Grimorio di Aradia descrive – per la prima volta – tutti e 3 i passi del Cammino:

– Seguace di Diana
– Sacerdozio del Culto di Diana
– Strega / Stregone

Ognuno di questi passi ha un suo percorso specifico, completo del suo rito di passaggio.

Scritto da Dragon Rouge © Societas Dianae

Questo articolo può essere linkato e rebloggato, ma non copiato.

La Societas Dianae

La Societas Dianae si rigenera nelle ere per diffondere il Culto di Diana tra le umane genti e guidare i Suoi Seguaci e devoti lungo l’Antico Sentiero.

La Societas Dianae rappresenta il Culto di Diana e ne custodisce gelosamente i Misteri.

Per poter entrare a far parte della Corte Esterna della Societas Dianae è necessario seguire le istruzioni riportate sul Vangelo di Diana (seconda edizione 2017) che contiene le due chiavi di accesso:

– L’apertura del cammino
– La cerimonia di affiliazione

Se hai bisogno di contattarmi puoi scrivermi utilizzando il modulo (form) che troverai nella sezione Contatti

Scritto da Dragon Rouge © Societas Dianae

Questo articolo può essere linkato e rebloggato, ma non copiato.

Il Vangelo di Diana

Nel Vangelo delle Streghe – un arcano manoscritto di cui lo storico americano Charles Godfrey Leland entrò in possesso nel lontano 1897, mentre si trovava in Italia per le sue ricerche – è scritto:

«Se hai qualche desiderio che vorresti si avverasse, segui il Vangelo di Diana. Se Diana adorerai, tutto tu otterrai».

«Credi in Lei. Invoca Diana, la Dea della Luna, ed Ella esaudirà le tue preghiere. Questo dovrai fare, in obbedienza al Vangelo di Diana, che è la Regina delle Streghe e della Luna».

L’importanza dei contenuti che questo manoscritto custodiva era tale che Leland considerò queste pagine come le “scritture” della stregoneria italiana, essendo ben consapevole – a questo punto – di trovarsi di fronte ad un Culto magico-religioso che era sopravvissuto nei secoli, nonostante tutte le persecuzioni di cui era stato oggetto.

Le pratiche e i rituali descritti nel Vangelo di Diana rappresentano – oggi – quanto di più vicino possa esserci all’antico Culto di Diana riportato alla luce dal Leland, attraverso gli scritti raccolti e ricevuti dalla misteriosa Strega fiorentina nota come “Maddalena”.

Fu lei ad iniziare Leland alla Vecchia Religione, nel 1888.

Questa Strega era erede di un’antica tradizione stregonesca – trasmessa nella sua famiglia da generazioni – e molte delle pratiche magiche che ella rivelò a Leland dal 1886 al 1891 si trovano oggi racchiuse in questo Grimorio della Strega, che contiene una raccolta di antichi incantesimi delle streghe, invocazioni, riti, scongiuri, amuleti e arcaiche forme di divinazione, di presunta origine etrusco-romana, che erano ancora in uso nella campagna della Romagna-Toscana sul finire del 1800.

Il Vangelo di Diana contiene tutti gli insegnamenti necessari per poter praticare il Culto di Diana e diventarne un degno Seguace (primo passo).

Il cammino completo (che si compone di tre passi) si trova descritto invece nel Grimorio di Aradia: Insegnamenti Riti e Incantesimi della Vecchia Religione

Il Culto di Diana, oggi come secoli or sono, viene praticato per trarne benessere, agi e protezione dalle insidie della vita.

Scritto da Dragon Rouge © Societas Dianae

Questo articolo può essere linkato e rebloggato, ma non copiato.

Le streghe di Diana

Nel basso medioevo le Potenti Sacerdotesse di Diana furono chiamate “streghe” e il Culto e i suoi seguaci cominciarono ad essere perseguitati dalla Chiesa con inaudita ferocia, per secoli…

La Streghe sarebbero quindi le Sacerdotesse di questa antica Divinità: Diana, Regina delle Streghe, che le gratifica di straordinari poteri…

Seppur decimato il Culto tuttavia sopravvisse, tanto che nel 1892 lo storico americano Charles Godfrey Leland, autore del celebre libro intitolato I Canti di Aradia il Vangelo delle streghe italiane scrisse:

«Ci sono due distinte religioni in Italia “una resta buona se l’altra fallisce”; molti credono che quella degli Spiriti o Antiche Divinità sia, tutto sommato, quella più affidabile».

Scritto da Dragon Rouge © Societas Dianae

Questo articolo può essere linkato e rebloggato, ma non copiato.

Il Culto di Diana

Diana è un’antica e Potente Divinità precristiana che in Italia fu adorata ancor prima che la nobile civiltà romana vedesse gli albori…

Il Culto fu poi trasmesso dai latini ai romani e quando il cristianesimo travolse il paganesimo il Culto di Diana era così ben radicato, in particolare nelle campagne, che 1000 anni dopo poteva ancora vantare un nutrito numero di seguaci…

«Fu così che, delusi dalla Chiesa, tornarono dalla Strega. Per abitudine, e timore anche, frequentavano sempre la Chiesa; ma d’allora la vera Chiesa fu da lei, sulla landa, nella foresta, nelle grotte. Là portavano i voti. Di guarire, di gioire. Al primo bollore che invadeva il sangue, in gran segreto, ad ore ambigue, si andava dalla Strega…»

Scritto da Dragon Rouge © Societas Dianae

Questo articolo può essere linkato e rebloggato, ma non copiato.